I TASSI

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Attualmente i tassi sono abbastanza convenienti rispetto agli anni passati, ma non sempre allineati tra i vari istituti di credito. Si possono riscontrare, infatti, differenze significative. Prima di decidere conviene quindi effettuare un confronto dell'offerta, tenendo presente che il tasso varia anche in funzione della natura dell'immobile che si acquista. Infatti, la maggior parte delle banche prevede agevolazioni per la prima casa.
    
Tasso fisso

È il tasso che rimane costante per tutta la durata del finanziamento. È stabilito a discrezione della banca che eroga il mutuo sulla base degli andamenti dei tassi correnti al momento della stipula del contratto. Di solito è calcolato sul parametro Irs (vedi).

    

Tasso variabile

È il tasso indicizzato, ovvero quello che muta quando varia il parametro a cui è stato legato (vedi spread). Le oscillazioni dipendono dall'andamento degli indicatori economici e dalle fluttuazioni del costo del denaro.

    

Tasso misto

È la nuova formula, un compromesso tra il fisso e il variabile. Nel mutuo a tasso misto alcune banche prevedono l'applicazione del tasso fisso per un periodo iniziale, di solito 2/5 anni, dando la facoltà al mutuatario di optare per il tasso fisso o variabile per il periodo successivo, o viceversa, iniziare con il variabile per passare al fisso. Altre banche propongono invece subito, e per tutta la durata del finanziamento, l'applicazione del tasso fisso sul 50% del prestito e l'applicazione del tasso variabile sull'altro 50%.

    

Tan

È il tasso annuo nominale di interesse al quale viene concesso il prestito.

    

Taeg

È il tasso annuale globale che comprende anche l'incidenza delle spese e dei costi relativi al finanziamento.

    

Tasso d'ingresso

È il tasso applicato per un primo periodo, di solito assai breve, nel caso dei finanziamenti a tasso variabile.

    

Tasso a regime

È il tasso variabile effettivamente applicato per ciascuna rata dell'ammortamento, calcolato sulla base del parametro di indicizzazione con l'aggiunta dello spread che ciascuna banca fissa con il cliente.
 
 
In un'ottica di trasparenza e per avere un costante controllo sulle variazioni del tasso e l'importo delle rate conviene optare per un mutuo che preveda un unico parametro di riferimento, rilevabile dai giornali economici e facilmente calcolabile. Sono da evitare i doppi parametri che non consentono calcolo e controlli rapidi.
       

Euribor

È il tasso interbancario che da gennaio 1999 ha sostituito il Ribor e tutti i parametri dei paesi che hanno aderito all'euro. È rilevato dalla Banca centrale d'Europa e pubblicato sui giornali economici. È il tasso interbancario per i prestiti a breve termine, rilevato per durate da 1 a 12 mesi.

Eurolira

È il tasso quotato a Londra per depositi interbancari in lire da primarie banche (rilevato dalla British bankers association). 

       
Irs

È il costo dello swap, ovvero delle transazioni con cui una banca trasforma un'operazione a tasso fisso in variabile. Serve agli istituti che emettono mutui a tasso fisso e che vogliono garantirsi dai rischi di tasso a lungo periodo. È pubblicato sui giornali economici.

       

Libor

È uguale al Euribor, ma è rilevato sulla piazza di Londra. È il parametro di indicizzazione più frequentemente usato per i tassi variabili dei mutui in valuta estera. È pubblicato sui giornali economici.

       

Prime rate Abi

E’ il tasso che gli istituti di credito concedono ai loro migliori clienti. E’ il tasso medio di tutto il sistema bancario rilevato quindicinalmente dall'Associazione bancaria. È pubblicato sui giornali economici.

       

Rendiob

È la media del tasso di rendimento di un gruppo di obbligazioni bancarie.

Rendistato

È la media mensile delle quotazioni dei Btp con vita residua superiore a un anno.

      

Tus

È il tasso ufficiale di sconto. E rappresenta il costo del denaro per le banche che si rifinanziano presso la Banca d'Italia. È pubblicato sui giornali economici e le sue variazioni sono comunicate da tutti i quotidiani.